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True Warriors

Eugenio Bianchi

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Obstacle Course Race, Spartan Race, Mud Run, Rea Palus Race, ecc…. 

Qualsiasi sia il titolo di un circuito/competizione ad ostacoli negli ultimi anni ha un nome che li accomuna tutti ed è quello di EUGENIO BIANCHI

42 podi sul circuito SPARTAN RACE e per ben 22 volte è stato oro
Oltre 50 OCR a podio e di queste per ben 38 volte è stato oro

Ma prima di questo sport Eugenio è stato un atleta di Rollerski con un palmares che riassumiamo qui:

  • 4 volte campione del mondo FIS ROLLERSKI (disciplina estiva dello sci di fondo e riconosciuta a tutti gli effetti dalla INTERNATIONAL SKI FEDERATION , federazione olimpica)
  • 2002 pattuglia a squadre(a 17 anni)
  • 2004 coppa del mondo Juniores / 4 assoluto nei seniores come media di gare
  • 2013 campione del mondo chrono race assoluto
  • 2013 coppa del mondo assoluta
  • Oltre ad un secondo posto nella staffetta sprint dei campionati mondiali nel 2013
  • Nel 2018 a Minneapolis (USA) vince 3 medaglie d’oro nei campionati mondiali master di cross country ski (sci di fondo) sempre FIS CROSS COUNTRY SKI WORLD CHAMPIONSHIP

 

Nonostante gli impegni di lavoro, allenamento ecc… prima della partenza per Vienna dove ha conquistato un altro oro l’abbiamo incontrato e…

 R: Allora Eugenio come è iniziato tutto e quando ?

Ho iniziato nel 2015 per gioco con la Spartan Race di Roma allo stadio Olimpico arrivando secondo su 4500 atleti, a quel punto ho visto che a Milano il mese successivo ci sarebbe stata un’altra tappa e li sono arrivato primo. 

R: Com’è stata la prima “volta” ?

Ero un pò impedito sugli ostacoli, li superavo con forza e da lì capii che quella era la mia strada, avevo trovato il mio sport.

 R: Prima delle OCR eri già uno sportivo, ma quando hai iniziato ?

Nella mia vita ho iniziato a fare sport davvero in giovane età, sono sempre stato “esile” fisicamente e prendevo un sacco di “palate” come si dice in gergo sportivo. Fino ai 15 anni ero sempre tra gli ultimi nello sci mentre nella corsa me la cavavo molto bene anche se non ero lontanamente vicino ai migliori. A 16 anni dopo una lite con un ragazzo per strada presi qualche colpo di troppo e tornai a casa davvero arrabbiato… non volevo più essere debole… non mi andava proprio giù che qualcuno potesse mettere in pericolo la mia persona per gioco o per bullismo e iniziai il giorno stesso ad alzare quei piccoli pesi di ghisa che erano accantonati lì nel garage (vinti a una lotteria da mia madre!)

Iniziai a crearmi la mia palestra nel garage di casa tra scarpiere e macchine, attaccai un sacco al soffitto e mi allenai per imparare a difendermi iscrivendomi anche a dei corsi di jeet kune do tenuti dal mio amico e campione italiano di MMA Cristian Binda.

R: Dal bullismo ai risultati, cos’è successo ?

I risultati di questi nuovi allenamenti crearono in me nuove energie ed iniziai subito a sentirne i denefici nello sci tanto da vincere a 17 anni gare di sci e rollerski di caratura mondiale che mi valsero la qualifica mondiale dove ottenni il mio primo oro.

Anche qui fu una lunga lotta politica in quanto chi allora gestiva la nazionale si divise tra , lo facciamo correre questo è un “mostro”, a chi , no è troppo giovane , ora non è pronto avrà tempo.

Fortunatamente vinse il  “lo facciamo correre”… e cosi tornai al mio paese con l’oro iridato al collo tra campane della chiesa fatte suonare dall’allora Don Giovanni e i miei compianti maestri Angelo Sormani detto (il lupo) e Gianfranco Invernizzi , insieme ai miei amici e famigliari e tutto il paese con le bandiere in mano ad aspettarmi entrare in paese con l’auto di ritorno dalla trasferta.

 R: Dopo l’oro la strada com’è stata ?

Passato Senior ho avuto vita difficile , il professionismo fatto da atleti dei corpi militari contro il comune “atleta civile” che si allena da solo, non ha lo skiman, gli sponsor non ti prendono in considerazione, devi solo contare sulle tue forze. Per anni ho spinto fino ad arrivare al giorno dove ti guardi allo specchio e dici:

ok , è ora di mettersi la testa a posto. Ora non è piu tempo di giocare…devo pensare al lavoro e basta

 R: Dai campi gara ai campi di lavoro ?

Erano già anni che lavoravo da giardiniere , operaio, cameriere ecc… nei paesi di montagna nella pausa estiva della scuola non si stava a casa a girarsi le dita… bisognava trovare un lavoretto almeno fino ad agosto.

E così fu, dopo alcuni mesi di lavoro come giardiniere e il mio ritiro dalle competizioni non ufficializzato, arrivò la convocazione per la prima tappa di coppa del mondo della stagione 2013.

R: E cosa successe ?

All’inizio dissi di no, poi il ct insistette e allora la decisione di fare la prima tappa in Croazia spronato anche dal vecchio che mi disse…prova , fai la prima e vedi.

Terzo posto in coppa del mondo, dopo mesi di non allenamento dove usavo allenarmi solo martedi e giovedi in occasione dei corsi di allenamento che tenevo ai ragazzini dello sci club come maestro di sci. A quel punto la stagione prese il via e dopo una settimana arrivò l’acuto che cercavo da anni….prima vittoria assoluta in coppa del mondo!

La nazionale di rollerski non aveva i soldi per farci affrontare la stagione completa di 9 trasferte tra cui Russia , Grecia , Francia , Germania , Norvegia, Svezia e Italia… e qui entrò in gioco il mio attuale sponsor storico: DIAVOLINA.

 R: E fu così che si “riaccese” l’atleta ?

Si grazie ad Osvaldo Villa, un uomo imponente e sempre gentile, quel giorno arrivò mentre ero alle prese con dei lavoretti in giardino e mettendomi una mano sulla spalla mi dice: “a che ora è l’aereo per la Grecia ?”

Io lo guardo e dico: “non ci vado Osvaldo…costa troppo”

Lui replica:  “Non esiste che l’uomo che è in testa alla coppa del mondo non si presenti… vai a casa , prepara lo zaino e torna vincitore”

Mi viene da piangere a scrivere queste cose…. finito il giardino me ne vado.

Torno ancora leader e gara dopo gara porto a casa mondiale e coppa del mondo davanti a nomi che mai avrei pensato per un secondo di battere a un evento cosi importante.

R: Campione del mondo e poi ?

Purtroppo in Italia gli sport minori sono sempre quelli che pagano il costo più alto, sia in termini di sacrificio degli atleti (allenamenti, costi, trasferte, ecc…) sia in termini di visibilità e sponsorizzazioni. E a quel punto annuncio il ritiro e trovo la Spartan Race ad attendermi all’angolo…

R: Da uno sport minore ad una disciplina che negli ultimi anni vive una crescita esponenziale di iscritti

Gli iscritti si è vero sono tanti e crescono in modo vertiginioso, gara dopo gara, sia nelle categorie Pro, Elitè che in quelle degli amatori. Il livello si è alzato di molto, e di conseguenza noi che siamo i primi e quelli con maggior esperienza siamo sempre più sul “muro” ad allenarci per portare a casa sempre più vittorie.

R: Ma un atleta PRO come te delle OCR com’è aiutato non essendo ancora una disciplina riconosciuta ?

Fortunatamente ho degli sponsor che mi aiutano perché le trasferte gli allenamenti ecc… non sono dietro l’angolo né tantomeno economiche. Sono brand che mi conoscono e credono nella persona in primo luogo. NET Integratori, DIAVOLINA fuoco, CHNESIL, ORBITA e poi le diverse palestre che mi permettono di allenarmi in giro per l’Italia: CrossFit Erba, Toplevel Gym e Heavywork di Carrara.

R: Com’è organizzata la vita da atleta PRO delle OCR ?

E’ sacrificio per portare avanti il proprio sogno, mi alzo tante volte alle 4 del mattino per lavorare alcune volte sino a tardi (ho un attività di noleggio auto con conducente). Mi ritaglio il tempo per allenarmi in qualsiasi modo ed orario, ma non ho la ciclicità che un atleta PRO dovrebbe avere fatta di orari fissi, riposo e alimentazione sempre pronta.

R: Quindi non hai un piano di allenamento ?

Beh… sembra “buttato lì” ma non è proprio così, dopo anni alle spalle da atleta capisco cosa fare, quanto spingere e quando farlo.

R: Ti alleni da solo ?

Dipende da dove sono e dai tempi lavorativi, anche se seguo quelli che chiamo io “una banda di disperati” sono in 25 che vivono con me sportivamente e cerco di aiutarli e trasferirgli la mia esperienza sportiva.

R: Oggi tutti hanno la “ricetta” pronta per tutti e tu ?

Reputo inutile fornire una programmazione che segue un atleta PRO ad un amatore, questo perché intervengono tante variabili che possono anche portare la persona comune all’infortunio. La “moda” del fare quello che fa l’atleta PRO in ogni sport/disciplina deve essere arginata. Io ho creato un tour dove porto la mia esperienza che ha come simbolo il Leone (mi piace definirmi così) perché è un animale che lotta e non si arrende finchè c’è speranza.

R: Cosa ti senti di dire agli amatori che vogliono affrontare la preparazione ad un OCR ?

E’ molto facile ed altrettanto superficiale dare consigli al giorno d’oggi (basta vedere sui social, sono tuttologi tutti… ). Partiamo dall’inizio, cos’è un consiglio ? Ti consiglio di correre…si ma come ? Quanto ? Quando ? Nello sport non conta solo il quanto,  ma il come, (es. la tecnica), il timing (es. quando),  ecc… Dare consigli del tipo…devi fare le trazioni perchè ti serve la forza nel dorso (per es. per superare i tratti con le monkey bar) o tipo…devi correre perchè le gare hanno lunghi tratti di corsa non sono parole che usciranno da me. Le OCR sono delle gare dove concorrono fattori diversi e vari, servono tante qualità , tante capacità. Bisogna saper correre , saper nuotare , saper eseguire determinati sforzi fisici come trasportare dei pesi, sopportare il freddo, il caldo, l’acqua…. diciamo che la testa fa il 70% per il raggiungimento dell’obiettivo principale, ovvero, varcare la finishline.

 R: Dalla teoria alla pratica

Per esempio nei miei workshop, dedico la giornata a tutto ciò che ho detto sopra, e cerco il colloquio con i partecipanti per capire dove sono i loro dubbi e sgombrarli. A questo serve un buon preparatore a capire dove sono le zone di debolezza e lavorarci. E poi ci sono gli ostacoli da affrontare, a meno che voi siate abili e agili e vogliate provare direttamente sul campo gara (il che non è vietato) dovete cercare un campo OCR, con una persona valida, e farvi spiegare sul campo come si fanno le cose altrimenti ne va del vostro impegno e se tutto va bene solo di quello, altrimenti anche della vostra salute. Questo sport contrariamente a quanto si pensi è per tutti, nulla è impossibile, ma necessita di preparazione, di attenzione. Bisogna lavorare su tutti gli aspetti per creare una base sulla quale poi crescere gara dopo gara. Io tra le righe non posso far altro che incitarvi e stimolarvi a partecipare ad una Spartan Race o un OCR in Italia ed Europa ce ne sono diverse per tutte le distanze e possibilità. Vedrete che una volta corso una gara mi scriverete per dirmi grazie.

 

Siamo i primi a scriverti Eugenio per ringraziarti per la tua disponibilità, la tua storia e i tuoi consigli, in bocca al lupo per i tuoi prossimi impegni e ci rivediamo sicuramente sui prossimi campi gara.

 

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